Dipinti U. Boccioni

La città che sale

AutoreUmberto Boccioni
Data1910-1911
Tecnicaolio su tela
Dimensioni199,3×301 cm
UbicazioneMuseum of Modern Art, New York
Per dipingere quest’opera Boccioni prese spunto dalla vista di Milano che si vedeva dal balcone della casa dove abitava. Il titolo originale era IL LAVORO così come apparve alla Mostra d’arte libera di Milano del 1911. Nonostante la presenza di elementi realistici come il cantiere o la costruzione, ed ancora la resa dello spazio in maniera prospettica, il dipinto viene considerato la prima opera veramente futurista del pittore reggino, pur non discostandosi molto dai quadri analoghi degli anni precedenti, nei quali le periferie urbane erano il soggetto principale. In questo dipinto viene parzialmente abbandonata la visione naturalistica dei quadri precedenti, per lasciare il posto ad una visione più movimentata e dinamica.


Dinamismo di un ciclista

AutoreUmberto Boccioni
Data1913
Tecnicaolio su tela
Dimensioni70×95 cm
UbicazionePeggy Guggenheim Collection, Venezia
Questo dipinto appartiene alla sequenza di opere di Boccioni che poggiano su astrazioni plastico-dinamiche in un’idea continuativa del rapporto spazio-temporale affrontando il movimento di un corpo nello spazio. I colori aggressivi e puri utilizzati, così come il flusso delle luci e l’affiorare del nero all’interno della composizione, danno la sensazione del succedersi di attimi esaltando l’intreccio dinamico, donando anche la sensazione di movimento come se fosse un vero ciclista muovendosi velocemente.

Visioni simultanee

AutoreUmberto Boccioni
Data1911
Tecnicaolio su tela
Dimensioni70×75 cm
UbicazioneVon Der Heydt Museum, Wuppertal
Il dipinto, esposto nella prima mostra futurista a Parigi del 1912, ricalca alcuni temi dell’opera La strada entra nella casa, pressoché contemporanea e oggi conservata ad Hannover. In entrambe le tele il personaggio più visibile è una donna, appoggiata ad un balcone (o in questo caso ritratta mentre si sporge da una finestra) e rivolta verso la strada sottostante e gli edifici di fronte.
L'”azione” si svolge su piani sovrapposti, con lo scopo di mostrare nell’opera tutto ciò che sia visibile dalla finestra cui si affaccia la donna; gli edifici si curvano e si scompongono, come le figure per la strada e la donna stessa.